La nebbia in queste ultime settimane a Venezia sembra non abbandonarci e, anche se non fa ancora freddo, l’umidità entra nelle ossa tanto da far venire voglia di mangiare un bel piatto caldo fumante e consolatore. Anche a te?
Oggi, ad esempio, mi è venuta voglia di trippa. A te piace? Vero è che la trippa non incontra i gusti di tutti ma a me sono tornati in mente i ricordi di quando ero piccola; sì, già da piccola mi piacevano i sapori forti e, non lo nego, andavo matta anche per i rognoni!
E allora … che trippa sia!

Ingredienti per 4 persone:
- 800 g di trippe miste
- 3 coste di sedano
- 2 carote
- 2 cipolle bianche
- 400 g di passata di pomodoro
- 1 lt di brodo di carne
- 1 bicchiere di vino bianco secco
- Olio EVO q.b.
- 2 foglie di alloro
- Parmigiano grattugiato q.b.
- Fette di pane casereccio tostate q.b.
Metodo di preparazione:
Inizia stufando un abbondante trito di cipolle in un filo d’olio. Aggiungi sedano e carote (1) e quindi, unisci le trippe tagliate a striscioline (2). Rosolale ben bene per 6/7 minuti. Sfuma con un bicchiere di vino bianco e lascia evaporare l’alcol (3).
Aggiungi le foglie d’alloro, la passata di pomodoro e lascia insaporire (4). Regola di sale e copri col brodo.
Abbassa il fuoco al minimo e lascia sobbollire la trippa per un paio d’ore (5) mescolando di tanto in tanto ed eventualmente aggiungendo altro brodo nel caso si asciugasse troppo (6).
Impiatta la trippa un po’ brodosa col pane tostato e una bella grattugiata di grana padano. Aggiungi anche una bella macinata di pepe nero.

Michela Oppo
“Insegnante di cucina, veneziana di adozione nata e vissuta fino a 18 anni nella città di La Spezia da un papà sardo e una mamma ligure, spezzina per la precisione con un po’ di sangue piemontese. Ho lasciato pezzetti di cuore a Shanghai, Buenos Aires e Londra. Ci sono molte ragioni per cui si cucina, per nutrire e per nutrirsi certamente ma, io credo di cucinare soprattutto per amore, per amore verso i miei cari e perché no, per essere amata a mia volta. Amo il tango, il mare, i libri che fanno sognare, le ceramiche, i ventagli, le lingue e… la cucina e la pasticceria ovviamente!“






