Ingredienti per tre persone:
- 3 sovra cosce di pollo;
- erbe aromatiche a piacere q.b;
- 6 fettine di pancetta arrotolata;
- senape q.b;
- olio evo q.b;
- una noce di burro;
- 50 ml di vino bianco;
- 3 patate di media misura;
- uno spicchio di aglio;
- amido di mais o farina ½ cucchiaino;
- spago da cucina.
Metodo di preparazione
Prepariamo le sopra cosce del pollo: togliamo la pelle, le disossiamo e le allarghiamo con l’aiuto di un coltellino: io ho usato uno spelucchino.
Le sopracosce hanno un osso solo quindi andandogli intorno con la punta del coltello non sarà troppo difficile disossarle (1).
Fatta questa operazione, le appiattiamo un po’ col batticarne coprendole prima con della pellicola o un foglietto di carta forno .
Saliamole e pepiamole quindi spalmiamole con un po’ di senape e le erbe aromatiche (2). Io ho usato del rosmarino tritato, del timo, un po’ di finocchietto selvatico che ho raccolto essiccato e ridotto in polvere, dell’aglio sempre in polvere della salvia (3). A questo punto ricopriamo con due fettine di pancetta (4) e arrotoliamo facendo attenzione a stringere bene (5).
Nella nostra Ghisanativa facciamo scaldare un cucchiaio d’olio e una noce di burro con uno spicchio d’aglio sbucciato e un rametto di rosmarino; aggiungiamo gli involtini di pollo (6) e rosoliamoli ben bene su tutti i lati (7) quindi sfumiamo col vino bianco (8): aggiungiamo anche le patate saliamo e pepiamo a gusto (9) e facciamo stufare il tutto a pentola coperta per circa 30 minuti controllando che il pollo o le patate non si attacchino e che abbiano sempre abbastanza liquido (10). Nel caso si asciugassero troppo aggiungiamo un po’ d’acqua.
Terminata la cottura togliamo il pollo e le patate e tiriamo la salsa rimasta aggiungendo un po’ di amido di mais disciolto in un pochino d’acqua fredda, facciamo sobbollire un minutino.
Togliamo lo spago da pollo e affettiamolo in fette spesse; impiattiamo accompagnandolo con le patate stufate e la salsina realizzata col fondo di cottura.

Michela Oppo
“Insegnante di cucina, veneziana di adozione nata e vissuta fino a 18 anni nella città di La Spezia da un papà sardo e una mamma ligure, spezzina per la precisione con un po’ di sangue piemontese. Ho lasciato pezzetti di cuore a Shanghai, Buenos Aires e Londra. Ci sono molte ragioni per cui si cucina, per nutrire e per nutrirsi certamente ma, io credo di cucinare soprattutto per amore, per amore verso i miei cari e perché no, per essere amata a mia volta. Amo il tango, il mare, i libri che fanno sognare, le ceramiche, i ventagli, le lingue e… la cucina e la pasticceria ovviamente!“










