
Sulle rive del Brenta c’è un’azienda che vuol portare Cultura in Cucina. E far tornare a cucinare in base alla tradizione, antica. A cuocere in modo naturale e rispettoso della Natura.
Cuore propulsore dell’iniziativa è un veneto doc che, come Marco Polo, ha a lungo visitato l’Oriente: ne ha conosciuto il commercio, ne ha tratto esperienze di viaggio, ha provato a portare con sé profumi e colori delle spezie.
Mauro Finco è ideatore, pensatore, esteta, esploratore di mondi che vanno oltre le mappe geografiche. E non si ferma all’apparenza.
Con attenzione meticolosa porta a termine i suoi Progetti, provvedendo a seguire personalmente i dettagli della realizzazione di ogni Prodotto: dagli schizzi, ai modelli e fino al packaging per l’immissione sul mercato. Sempre con l’attenzione e il rispetto che l’ambiente Terra merita.
Il suo fare, esprime Cura.
Ha trasformato l’azienda di famiglia in un’esperienza di coniugazione di tanti Saperi diversi: metallurgia, filosofia, ecologia e studio delle materie prime, design, per ottenere una delle più raffinate linee di sistemi di cottura attualmente in commercio.
Da dove viene la tua passione per i metalli?
Sono affascinato dalla capacità dell’uomo di utilizzare le mani con così tanta abilità da riuscire a trasformare completamente la materia metallo: dal creare preziosi ed elaborati monili fino a realizzare la spada per la guerra e la pentola per la trasformazione del cibo.
Qual è il messaggio che vuoi trasmettere con Ghisanativa?
Intendo celebrare la Naturale bellezza della ghisa. Diffondere la conoscenza delle caratteristiche di un materiale antico che si ottiene unendo tre elementi primari, Nativi e naturali – ferro, carbonio e silicio – che raccontano la storia dello sviluppo dell’umanità e della nascita della Cultura, intesa come capacità, prima simbolica che pratica di comprendere che era possibile trasformare materie prime naturali in utensili. E che questi, a loro volta, potevano apportare trasformazioni dirette alle abitudini di vita.
La fonderia Finco quale uso ha voluto fare della ghisa?
La ghisa – che rispetto al ferro risulta un composto che dura a lungo nel tempo – ha stimolato alla creazione del progetto Ghisanativa, cioè alla creazione di pentole prive di smalti e vernici sintetiche che avrebbero inquinato e adulterato il cibo. Per me era importante che il cibo fosse a contatto diretto con il ferro affinché venissero esaltati sapori e profumi… Nativi.
Tra l’altro, in molti Paesi dell’Oriente non si cucina su alluminio o acciaio inox in quanto ad essi viene preferito il ferro o la terracotta.
Quindi hai scelto consapevolmente di non aggiungere materiali artificiali nella tua produzione?
Si, è così. E ho voluto esplicitare fin da subito, nell’immediatezza del brand, che – attraverso le conoscenze del passato – si poteva produrre uno strumento di cottura totalmente naturale.
Infatti, prendo i materiali primi dalla Natura – Gea – ovvero dal nostro pianeta Terra, così come essa ce li offre. E lo faccio per garantire l’originarietà, l’originalità e anche l’esclusività del prodotto. Per fondere i tre elementi mi avvalgo di un’altra energia naturale, Nativa anche questa: il fuoco. Simbolicamente il fuoco purifica, rimuove le impurità, distrugge e ricrea, trasforma continuamente.
Ghisanativa produce strumenti per la cottura. Sono semplici oggetti di uso comune?
Non proprio. Dipende dal livello di Consapevolezza con cui vengono utilizzati.
Creando Ghisanativa mi impegno a diffondere la Consapevolezza della storia, della tradizione, dei saperi e dei significati che sono presenti negli oggetti di uso comune – pentole, griglie, fornelloni nel mio caso – perché facendone uso possiamo connetterci con la dimensione mitica, archetipica e culturale da essi evocata e, per il loro tramite, resa presente. Cucinare nelle pentole Ghisanativa significa, per chi lo desidera, vivere l’esperienza del naturale, del Nativo. Sintonizzandoci sugli archetipi della cultura greco-latina-mediterranea si potrebbe dire che cucinare con Ghisanativa significa sentire tra le proprie mani la vibrazione di Gea, la Grande Madre; di Efesto, il dio che con il fuoco trasforma e crea; di Demetra ed Estia, che nutrono e “tengono in caldo”.
Per comunicare la filosofia sottesa a Ghisanativa hai scelto una campagna fotografica ‘particolare’.
Affidandoti al potere evocativo del femminile, ti sei spinto a celebrare la Dea (Gea, la Magna Mater) nella sua forma nativa. Puoi esplicitare i passaggi che ti hanno condotto all’ideazione di Ghisa Nuda?

Ghisa Nuda, si riferisce al fatto che la ghisa da me prodotta è “senza sovrastrutture” (non ha smalti o vernici sintetiche). Inoltre, proviene dalla semplicità degli elementi primordiali (terra, aria, acqua, fuoco, metallo) ed è la Dea Madre Terra che li ha generati. Nelle antiche raffigurazioni la Dea è il principio femminile che contiene e trasforma. Creando le pentole della mia collezione, mi sono ispirato proprio a tale principio e ho scelto di metterlo in risalto attraverso un’immagine, che parla in modo più eloquente di tante parole, esprimendomi con un linguaggio visivo immediato.
Perché cucinare con il calore di Ghisanativa?
Perché la ghisa ha una frequenza vibratoria particolare e il calore da essa generato è diverso rispetto a quello dei metalli moderni (alluminio e acciaio inox). Il nostro sangue contiene ferro e il nostro corpo, per attrazione fisica, riconosce ciò che gli è simile. Similia similibus curantur.
Ci hai detto che nel processo di produzione di Ghisanativa non fai uso di smalti o vernici sintetiche. Di quale altra tecnologia ti avvali per rendere incorruttibile il ferro?
Poiché tutto esiste già… è bastato reinterpretare – sull’elemento metallo – quello che facevano nell’antichità i greci e gli etruschi creando il loro prezioso vasellame in argilla (buccheri).
La ghisa viene riscaldata a oltre 900° in un forno ad atmosfera controllata. Fiorisce così uno strato di magnetite che produce sul ferro un effetto antiruggine naturale.
In seguito, dell’olio di oliva, viene steso manualmente con pennello affinché penetri nei pori del metallo per poi riscaldarlo nuovamente a 400° C. Grazie al carbonio contenuto nel grasso dell’olio cristallizzatosi con la magnetite si ottiene una superficie dura e compatta. Questa metodologia naturale, già in uso in passato, permette di evitare l’impiego di smalti o vernici sintetiche che ricoprono gli attuali strumenti di cottura. Infatti oggi molti metalli sono ricoperti da sovrastrutture non sempre benevole per la salute. Per questo Ghisanativa vuole riproporre… tornando a un futuro… pentole e piastre nelle quali il cibo a contatto diretto con il ferro acquista sapori e profumi che risvegliano un’emozione.
A completamento del processo di realizzazione dei tuoi strumenti di cottura Ghisanativa, compare l’olio d’oliva. Ne nasce un interessante connubio.
Sì, ho scelto di dare risalto a un’eccellenza del nostro territorio: l’olio d’oliva.
L’olivo è l’albero sacro ad Atena, la dea greca della sapienza e delle arti, della capacità di discernimento e di realizzazione del progetti. Una dea “mentale”, raffinata potremmo dire ma insieme determinata e decisa.
Terminare il processo produttivo Ghisanativa spalmando sulle loro porose, satinate, scure superfici l’olio della Dea, è un gesto che sa di riconoscimento verso ciò che è sacro: l’olio e il Femminile Divino a cui esso è dedicato.