I piatti “tradizionali” spesso si riferiscono alle feste canoniche del Natale, della Pasqua o a di alcune ricorrenze di una certa città per celebrare il suo santo protettore.
In questo periodo di inizio novembre fra nebbie e ricordi di persone care che mancano, condivido questo mio déjà-vu culinario.
Dalle mie parti, in Liguria, si usava preparare piatti con ingredienti a chilometro zero, allora considerati “poveri”: le castagne, i funghi raccolti a fine estate e messi a seccare per l’inverno, la prescinseua (cagliata di latte vaccino leggermente acidula tipica della Liguria con cui si fanno la focaccia al formaggio, i ripieni e la torta pasqualina…), il preboggion (insieme di erbe spontanee ), i ceci…
Sono nata a La Spezia e poi per esigenze di studio universitario mi sono trasferita a Venezia e qui continuo a vivere, alternando nella mia cucina le tradizioni gastronomiche della mia terra d’origine al confine con la Toscana e quelle del veneziano.
E siccome adoro i ceci che mi ricordano la mia infanzia, ecco che ti propongo questa zuppa nella quale i ceci si incontrano con altri sapori “amarcord”: i funghi e le biete.

Ingredienti per 4 persone:
- 350 g di ceci secchi
- 15 g di funghi porcini secchi
- 200 g di bieta (solo le foglie se usate le coste )
- 1 costa di sedano
- 1 cipolla piccola
- 1 carota
- 3 pomodori pelati
- 8 pomodorini freschi
- Olio q.b.
- Sale e pepe nero q.b.
Metodo di preparazione
Dopo aver messo in ammollo i ceci per 24 ore, falli bollire e frullane un terzo e i restanti mettili da parte.
Lascia qualche ora in ammollo in acqua tiepida i funghi. Lava e taglia le biete a striscioline.
Nella tua Ghisanativa, fai stufare un trito di sedano, carote, e cipolla con un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva. Aggiungi i pomodori freschi tagliati (1) a pezzetti o i pelati e fai insaporire i funghi strizzati e tagliuzzati e infine aggiungi le bietole nella base della zuppa (2). Fai insaporire ben bene e regola di sale.
Una volta che anche le biete si sono ammorbidite aggiungete i ceci interi (3) col loro brodo e quelli frullati (4) e lasciate cuocere per una ventina di minuti in modo che tutti i sapori si amalgamino bene.
(5) La brodosità della zuppa dipende dai tuoi gusti; a me piace un po’ densa!
Scodellala, aggiungi un giro d’olio crudo e una macinata di pepe nero e buon appetito!
Se la preparate la mattina e la consumate la sera , sarà ancora più gustosa.

Michela Oppo
“Insegnante di cucina, veneziana di adozione nata e vissuta fino a 18 anni nella città di La Spezia da un papà sardo e una mamma ligure, spezzina per la precisione con un po’ di sangue piemontese. Ho lasciato pezzetti di cuore a Shanghai, Buenos Aires e Londra. Ci sono molte ragioni per cui si cucina, per nutrire e per nutrirsi certamente ma, io credo di cucinare soprattutto per amore, per amore verso i miei cari e perché no, per essere amata a mia volta. Amo il tango, il mare, i libri che fanno sognare, le ceramiche, i ventagli, le lingue e… la cucina e la pasticceria ovviamente!“






